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3月19日 Tre risponde... 1 partePROLOGO
Già...questa compagnia di telefonia mobile ha avuto doti profetiche! Ho infatti appurato che "3" è il voto attribuibile al suo servizio clienti
1) le chiamate all'operatore 133 sono a pagamento (a differenza del 190 per la Vodafone, del 119 per la Tim e del 155 per la Wind che sono gratuiti). Il costo della chiamata è inoltre difficile da reperire (sul sito www.tre.it nessuna menzione!): ho trovato l'informazione su forum come http://www.wininizio.it/forum che svelano l'arcano: 33 cent. al min. Inoltre la chiamata a tutti i numeri di servizio (anche di ricarica) sono disabilitati se hai credito negativo (devi fare la ricarica da un numero anch'esso a pagamento)...
2) spesso si trovano operatori poco preparati, per quanto gentili e disponibili, che continuano a metterti in attesa (uhm...a pagamento) mentre si preparano meglio e se proprio sono in assoluta difficoltà…ops, cade la linea! Rispiegare tutto ad un altro operatore costa (33 cent./min!!), soprattutto di impazienza!
3) Se tutto va bene aprono in genere una segnalazione e nei tempi dovuti o ti avvisano con sms della risoluzione del problema o…devi richiamare!
La mia "collaborazione" con la 3 è iniziata quando ho stabilito che la loro offerta internet Naviga 3 era, per le mie esigenze, la migliore come qualità/prezzo: 50 MB al giorno a soli 9 euro mensili, senza limiti di fasce orarie. Una connessione a volume vantagiosa per me che so tenere sotto controllo i MB scambiati e non voglio avere limiti orari. Ma ogni tanto vanno via misteriosamente un pò di soldini...con sistemi da piccola truffa...a cui si aggiunge un servizio clienti incompetente...o complice?
ESEMPIO
Allo scadere della mezzanotte alcune volte non mi hanno rinnovato i 50 MB e ho iniziato a pagare (60 cent. a MB!)... Ho scoperto che per rinnovare tale soglia dopo la mezzanotte devo disconnettermi e riconnettermi...scomodissimo e nessuno lo dice nelle istruzioni! Altro bug è il programma di connessione Fast mobile 3: se la connessione cade, la riconnessione automatica del programma ti allaccia alla linea a pagamento! Magari mentre vai al cesso...cade, si riconnette e paghi!
Questo il mio messaggio inviato tramite email a servizio clienti per la risoluzione di addebiti non dovuti per connessione a internet: --Original Message-- Date: 19/03/2008 1.15.26 To: customer@tre.it Subject: Opzioni tariffarie - Naviga 3 Gentile servizio clienti, ho riscontrato una errata tariffazione con Naviga 3 mensile attivo. Infatti non mi viene rinnovata in automatico la soglia internet di 50 MB/giorno dopo la mezzanotte. Vi informo che mi connetto in S.O. XP (senza aggiornamenti, il telefonino LG U310 brand 3 è riconosciuto dal PC senza errori di connessione) con Fast Mobile Modem 5.1.14 ed LG U310 brand 3 e non utilizzo programmi che falsano la soglia (no peer to peer). Inoltre il superamento della soglia del giorno precedente era lontano dall'esaurirsi. Internet era sempre sotto copertura 3 G in zona Catania, via XXXI Maggio. Come da dettaglio, le date/ orari di tali eventi che contesto sono:
05/03/08 ore 00.08 per € 11,52;
02/03/08 ore 13.59 per € 9,10;
27/2/08 ore 01.26 per € 0,81;
11/1/08 ore 22.52 per € 1,74;
08/11/07 ore 18.46 per e 4,39.
Invito a verificare e riaccreditare gli importi non dovuti. Certo di un vostro riscontro o ricontatto, distinti saluti.
Antonio Pxxxxxxx. underzone@hotmail.it
......................................................................................................
Abbastanza celere la risposta di Alessandra della 3:
Gentile Sig. Pxxxxxx,
in merito alla sua richiesta, le comunichiamo che da controlli effettuati sul numero 3xxxxxxxxxx ci risulta che:
in data 12.03.2008 lei ha superato le soglie di 15.18 mb pagando in euro 9.10,
in data 14.03.2008 ha navigato in roaming sul altri operatori ed
in data 15.03.2008 ha navigato quando l'opzione non era attiva perche' scaduta.Non si riscontrano anomalie gli importi addebitati sono corretti.
Siamo a disposizione per eventuali comunicazioni al numero 133 o all'indirizzo e-mail Servizioclienti@tre.it Cordiali saluti, Alessandra Servizio Clienti 3 Numero identificativo: 970457 ....................................................................................................... Ricordando alla signorina Alessandra, probabilmente lavoratrice interinale con contratto bimensile precario, che sn stato suo collega al servizio 190 della Vodafone...modestamente...le replico: ma...ehm...quelle date chi te le ha chiesteeee??????? Soffri di dislessia visiva o preferisci che le date le scrivo a numeri romani??? Eppure le date le avevo ben specificate mi pare!!! Sempre che non siate abilitate a contare solo fino a 3...vedi sopraaaaaa!!!
Ovviamente ciò è quanto ho sottinteso nella mia replica, ma sono stato più gentile. Adesso attendiamo responso...bha
CONCLUSIONI
Non chiamate MAI il 133...è una perdita di tempo e soldi. Mandate invece e-mail al servizio clienti dal 133 o dal portale 3 su telefonino (ma link diretto, altrimenti pagate 9 cent per ogni ingresso al portale!). Oppure, la cosa migliore è andare in un negozio 3 e far chiamare l'assistenza dal rivenditore: parli con l'operatore e gratis!
3月6日 Il quadro della situazione
Cari lettori, ho fatto per l'ennesima volta il punto della situazione. Deus ex machina è venuto ad illuminarmi addirittura il signor Klimt. No, non mi è apparso dalle nubi ad indicarmi un posto di lavoro, sono sempre disoccupato e laureato, ma questa è un'altra storia. Martedì, ore 15.25, gironzolavo per la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, quando mi sn imbattuto in un'angusta e strana anticamera da portaombrelli. Le amplissime sale che contenevano le opere di Guttuso, De Chirico, Modigliani, Boccioni, Balla, Morandi, Burri, Sironi, Carrà, Manzù, Fontana, Cezanne, Monet, Mirò sono ormai alle spalle e il cartello "uscita" è già visibile sul fondo. Quella saletta quadrata non superava in superficie la mia cameretta, una luce spirava forte dal lucernario, donando a quel vestibolo una luminosità sacrale. Orde di giapponesi, che avevano iniziato la visita dall'uscita, solvacano in fretta il crocevia senza alzare le mandorle dalla guida turistica...senza mirare l'attenzione al riflesso oro e argento che si raggiava dalla pala d'altare di quella strana cappella. Il dipinto in questione è "Le tre età (della donna)" di Gustave Klimt, anno 1905. Sebbene il dipinto raffiguri in mode liberty la donna nei tre cicli della sua vita, l'infanzia, la maternità e la vecchiaia, tale destino preoccupa anche l'uomo. E soffoca soprattutto me. Sto concludendo il mio primo ciclo di vita, la mia prima età! Nulla di tragico, bensì naturale evoluzione della carne. Mantengo la calma, mentre il pittore austriaco mi costringe a fare ...ehm... il quadro della situazione. Mi racconti la sua esperienza, la tela coeva di Freud mi analizza. Mi calmo e faccio memoria.
Ieri, centro Giotto, ore 13.00, ho comprato il dvd de "La città incantata" di Miyazaki; probabilmente la cassiera avrà pensato che fosse per mio figlio dato che mi ha chiesto se desideravo la confezione regalo... ho risposto di fargli anche il fiocco (scartare un auto-regalo è sempre eccitante, no?)! Ho provato a collocare questa mia azione fra le intenzioni di Klimt: senza dubbio infanzia.
Ok continuiamo la psicoanalisi risalendo a due giorni fa, luogo: Via del Corso...Disney store...ore 16.30, acquisto il tanto sospirato peluche di Stitch. Sospirato perchè da due anni cerco un pupazzo di Stitch che non somigli troppo ai conigli di Bambi nè a uno Snorky (cara Disney ma perchè i pupazzi di Stitich sono tutti così orrendi??), uhm mi accontento di questo. Il cassiere che si crede di essere nel paese delle meraviglie mi attende saltellando con un Ratatouille nel taschino. Divertente. Spera che io rida, ma mi affretto spingendo avanti il mio Stitch. Medesima proposta: "Ti faccio la confezione regalo?" Cacchio, quel peluche è mio! ...urlavano i miei occhi rossi come quelli della Regina di Cuori! Se avessi potuto gli avrei fatto tagliare la testa...e poi chi gli ha dato tutta sta confidenza da darmi del tu?! "La busta regalo ti costa solo un euro in più", perseverava. Frenai l'ira ingoiando il sorriso da luna park del cassiere. "No grazie, va bene la busta normale, deve poter entrare in valigia". Tuttavia la rabbia s'è sbollentata presto e ho passato tutta la serata a spupazzarmi il mio morbidoso Stitch. Il quadro della situazione inizia a delinearsi, infanzia o maturità? Anzi paternità?
La seduta psicoanalitica si faceva patetica patetica. Un giapponese interruppe la mia assise per chiedermi come arrivare al Van Gogh; per non bestemmiare lo spedii fra i macchiaioli napoletani, il più lontano possibile da me. Tanto non avrebbe notato la differenza, bha!
Torniamo a Klimt. La bimba dell'infanzia sta in braccio alla donna della maternità. Dormono, sonnecchiano, sono serene. E devo rimanere sereno anche io, dato che escludo di incarnare l'ultima figura, la vecchiaia, non ancora: i capelli sfibrati le si arricciano sul petto prosciugato, scarno e scheletrico, involto da brandelli di carne raggrinzita. Vista da lontano non si comprende se il pittore abbia voluto rappresentare una chioma femminea o se un vecchio barbuto (da notare la postura forse volutamente equivoca del pelo ricciuto)... forse immaginava una donna barbuta? Si dispera la vegliarda portando le mani scheletriche sul volto. Vabbè non sono ancora giunto a tale immedesimazione. Un tale diceva che gli adulti sono bambini morti, perchè non sanno più sognare. Io vivo invece...di sogni, tant'é che spero ancora che vinca il PD alle prossime elezioni (ma di questo ne parlerò in altro post).
Concludo con ringraziamenti.
Caro signor Klimt, la ringrazio per la sortita, ha ragione, devo prendere atto che la mia infanzia è terminata e mi sto introducento in un nuovo ciclo di vita, e ciò mi confonde notevolmente. Forse oggi avrebbe dipinto come tre età: un disoccupato, un precario e un pensionato da fondo complementare, status che attualmente ci preoccupano più delle rughe, a cui daltronde la L'Oreal ha posto un freno. Pertanto, vista la mia situazione lavorativa attuale e i miei crucci, se non le dispiace, credo che andrò a sedermi più avanti, in un ambiente più appropriato alla mia psicoanalisi. Proprio a dieci metri dal suo capolavoro mi attende la "Fontana" di Duchamp. Le porgo i miei saluti ossequiosi. Antonio
10月16日 Si ricomincia dal nuovoLe parole scontate sul banco del mercato le comprai a poco prezzo. Poi misi le ali ai piedi e staccandomi da terra messaggiai 0 e 1 sul ponte digitale... Quanti affetti d'abbracci affetti di solitudine e indifferenza...se l'amore avesse un byte di verità? Disilluso mi voltai per una nuova realtà... 7月10日 Senza dolore... Volle aspettare che il covone d'afa dissipasse nella frescura della sera, allora scostò tra gli steli di canapa che respiravano a mò di persiana una feritoia per osservare le tenebre ingoiare l'azzolo rossastro del cielo. In una manciata di minuti la luna crescente falciò i cirri e coi suoi occhi naso e bocca prese a fissarlo impallidita. Lui non si sentiva in colpa per quel freddore che da ventitrè anni gli navigava il cuore, così come la prora della nave lacera la pelle del mare quando in corsa scivola verso l'oblio dell'orizzonte e subito l'onda torna a ricomporsi come se nulla fosse stato. Una poltrona l'avvolse sulla veranda ispida di stelle scolorite incerte per il rossore che stentava a tramontare, e si mise a contare le ombre delle antenne che svettavano dagli edifici notturni. Il profilo urbano s'incastonava nella notte senza interferire più d'una prateria di collina, solitaria, un relitto di case acciottolate l'una sull'altra sbuffava le prime luci artificiali. La sua stessa mano gli faceva da guanciale rannicchiato sulla poltrona e respirò traendo le narici in uno sbadiglio. Non una emozione, da ventitrè anni aveva incatenato il suo cuore ed i nervi in un incanto gelido, votato all'apatia, all'insenso. Il biancore lunare lo trapassava da parte a parte, chè fosse un corpo svuotato traslucido di sentimento. Simile ad un involucro d'uomo, accartocciato sulla poltrona lasciava il naso all'in su, ad abbracciare la notte senza gioia, senza dolore. Da quando lei era andata via, ventitre anni fa, la depressione aveva scavato nel suo animo fin troppo calcareo una cavea, nel cui avello la passione era stagnata senza remissione. Adesso, simile ad un automa, attendeva la fine dei suoi giorni ed il sospetto che la sua anima potesse rinvigorire non lo sfiorava nemmeno. Il compimento di un'opera sgorbiata, una sola mano, un solo occhio, freddo come il marmo venato d'azzurro, incapace di comunicare, ritraeva i piedi mozzati sulla poltrona, mozzati nel sentimento, inutili al loro scopo di muoversi. Mutilato nell'anima, non aveva più rivendicato l'altra metà del suo corpo, quella che era andata via senza dargli neppure una spiegazione interessante, quel giorno di ventitrè anni fa. Da allora aveva smesso di emozionarsi, tuttavia ogni sera provava a rimuginare il tramonto dalle persiane di canapa, sperando forse che quel dipinto della natura potesse tracimare in una lacrima. Ma nulla, mai un cedimento del ciglio, nè un tremore delle labbra ormai rugate dalla solitudine in tutti quegli anni. Nemmeno quando il rossore macchiava la luna che aveva pietà il suo sentimento, irrigidito ancor più dagli anni. Aveva imparato a sorridere senza sorridere, per la gente d'intorno, a commuoversi senza commuoversi, ad accalorarsi di festa per il giorno di Capodanno anche se nelle vene il gelo gli s'impadroniva. Non provava niente per alcuno, ma nessuno se ne era mai accorto. Se ne indispettiva solo la luna lontana dai suoi occhi pallidi, che stavano a rimproverargli ogni sera quella sua ostinazione, il suo rifiuto alla seduzione. Una vita intera senza emozioni non ha merito di essere, la luna gli rimproverava, falciando i cirri che gli si frapponevano inqueti. Per inedia d'essere il tempo era trascorso comunque, tramonto dopo tramonto, una luna dopo l'altra, sulla terrazzina solitaria, nella lontana speranza d'un sussulto del cuore alla vista di quel panorama misterico. Che spezzasse l'incanto. Eppure nemmeno una rugiada dagli occhi quando, rannicchiato sulla poltrona in un groviglio d'indumenti, il suo cuore impietrito si spense infine...senza gioia nè dolore. (A.P.) 2月12日 FantasmiMi guardo intorno e non conosco nessuno
non ho mai sentito una voce che chiama veramente
...sono solo fantasmi |
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